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Coccothraustes coccothraustes
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Il mwcafrosone comune (mwcqmwcgCoccothraustes coccothraustes (mwcwLinnaeus, 1758)) è un mwdauccello mwdqpasseriforme della famiglia dei mwdgfringillidi. È l'unica mwdwspecie del mweagenere mweqmwegCoccothraustes (mwewBrisson, 1760)cite-ref-ioc-2-0[2].

Contents

Aspetto
Note

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Etimologia

Il mwgwnome scientifico del frosone, mwhaCoccothraustes, deriva da un non meglio identificato uccello descritto da mwhqEsichio col nome di mwhgκοκκοθραυστης (mwhwkokkothraustēs), nome a sua volta formato dalle parole mwiagreche mwiqκοκκος (mwigkokkos, "seme") e mwiwθραυω (mwjathrauō, "rompere"), col significato di "rompi-semi", in riferimento alle abitudini alimentari di questi uccelli.

Descrizione

Dimensioni

Misura fino a 18mwka cm di lunghezza, con apertura alare di 29–33mwkq cm ed un peso di 48-62 gcite-ref-hbw-3-0[3]: queste misure ne fanno uno dei fringillidi di maggiori dimensioni. A parità d'età, le femmine hanno dimensioni leggermente minori ed aspetto più slanciato rispetto ai maschi.

Aspetto

L'aspetto è quello tipico degli appartenenti alla famiglia dei fringillidi, robusto e squadrato, con grossa testa che pare innestata direttamente sul tronco ed un becco tozzo ed estremamente robusto di forma conica.
Gli occhi sono grandi, rotondi e di colore castano. Il caratteristico becco è giallastro in inverno e assume un colore blu metallico durante il periodo riproduttivo. Le zampe, piuttosto corte e di colore carnicino, possiedono quattro dita, di cui tre rivolte in avanti ed uno all'indietro. Il colore di fondo del piumaggio è marrone, sulla testa diventa via via più vivido formando un vero e proprio cappuccio di color nocciola; sul petto la colorazione tende a ingrigirsi e a schiarire fino a divenire biancastra sul basso ventre e sul sottocoda. Dalla nuca fino ai lati del collo passa una banda a forma di mezzaluna di colore grigio-argenteo, che in alcune sottospecie continua fino a congiungersi sul petto. Attorno agli occhi vi è un orlo nero, con presenza di bavetta e mustacchi dello stesso colore attorno al becco. Le ali sono di colore bruno scuro nella parte prossimale e di colore bluastro in quella distale, con una banda di penne bianche in mezzo. La coda marrone tende a scurirsi verso la parte distale fino a divenire nera in punta e sui bordi, dove compaiono anche penne di colore bianco.
La femmina possiede colorazione più sbiadita e tendente al grigio rispetto al maschio, con minore estensione della fascia nucale e del nero attorno ad occhi e becco.

Biologia

Si tratta di un uccello molto schivo e piuttosto difficile da osservare anche nelle aree in cui è residente e molto comune, in quanto si muove generalmente con estrema circospezione ed al minimo rumore tende a rifugiarsi nel fitto della vegetazione. È solitario, vive fra i rami degli alberi e scende a terra raramente, per abbeverarsi o cercare granaglie. Al suolo si muove saltellando. Il volo è rapido e rettilineo, ma sulla lunga distanza possono essere osservate traiettorie ondulatorie dalla marcata periodicità. In volo la sagoma è molto caratteristica grazie al corpo robusto, che fa sembrare le ali relativamente piccole.
Sebbene non sia territoriale al di fuori del periodo riproduttivo, rispetto agli altri uccelli di pari taglia (conspecifici e non) il frosone si pone in atteggiamento dominante, reclamando per sé i migliori posatoi per la notte e l'accesso alle fonti di cibo e acqua anche in maniera aggressiva.

Il verso è uno "mwsazic" metallico, ripetuto a intervalli regolari e più forte quando l'animale è in volo. Il frosone può emettere anche un corto pigolio mentre si muove fra la vegetazione, oppure dei versi sibilanti quando eccitato o spaventato. Il canto vero e proprio è molto simile al verso base e si ode principalmente fra febbraio e i primi di giugno, anche se di tanto in tanto qualche esemplare isolato potrebbe cantare fuori epoca. È una prerogativa dei maschi, sebbene anche le femmine siano in grado di cantare.

Alimentazione

Il frosone è principalmente granivoro, che si nutre di semi, riuscendo ad aver ragione anche di quelli più duri grazie al forte becco e alla poderosa muscolatura che ad esso si associa e che gli permette di sprigionare una carica di 30/50mwug kgcite-ref-4[4] e aprire in tal modo anche noccioli molto duri come quelli delle mwvwciliegie e degli mwwaspaccasassi, che sono fra i suoi cibi preferiti. La forza del becco del frosone potrebbe essere addirittura superiore ai 50mwwq kg, in quanto riesce a spaccare anche i noccioli d'mwwgoliva, azione che necessita di una pressione fra i 53 e gli 80mwww kg.

Alimenti molto comuni del frosone sono anche i mwygpinoli, i frutti del mwywsorbo degli uccellatori, le gemme e infiorescenze di faggio e altre gemme fresche, mwzqbacche e mwzgfrutta. Di rado scende al suolo per cercare semi e granaglie. In primavera si nutre anche di mwzwlarve, mwaabruchi ed mwaqinsetti, che è in grado di catturare in volocite-ref-5[5]. In generale, la sua dieta è varia e dipende soprattutto dalla stagione di maturazione delle infruttescenze degli alberi della zona in cui vive, pertanto nei mesi estivi mangia soprattutto i frutti e i semi di mwbgolmo, mwbwcarpine, mwcaacero e mwcqfaggio, mentre a partire dall'inizio della stagione fredda ripiega sui frutti di mwcgrosa, mwcwrosa canina e mwdabiancospino, per poi sostentarsi con mwdqghiande e frutti di mwdgtasso durante l'inverno.

In corrispondenza delle fonti di cibo tendono a formarsi, soprattutto nei mesi freddi quando esso viene a scarseggiare, piccoli gruppi di uccelli, che si tollerano a vicenda senza problemicite-ref-6[6].

Riproduzione

Il periodo riproduttivo comincia all'inizio di aprile. Di solito i frosoni hanno un'unica covata all'anno, ma nei luoghi e negli anni in cui la stagione calda si protrae particolarmente a lungo (oppure qualora la prima covata vada perduta) possono portare avanti due covate.

Durante la stagione degli amori i frosoni tendono a mostrare una territorialità piuttosto marcata, che segue due direttrici: la prima è la nidificazione in piccole colonie, nell'ambito delle quali ciascuna coppia difende un piccolo areale attorno al proprio nido e tutte insieme si occupano della difesa da eventuali intrusi o minacce; la seconda consiste in coppie che nidificano singolarmente e difendono areali anche piuttosto vasti, che possono comprendere anche l'intero bosco nel quale il nido è ubicatocite-ref-7[7].

Durante il mwjacorteggiamento il maschio segue insistentemente la femmina con andamento zigzagante; generalmente la femmina reagisce in maniera ostile, ma dopo un certo periodo di diffidenza comincia a mostrare interesse, cessa di fuggire e si sofferma ad osservare l'aspirante mwjqpartner. Esso si posiziona a questo punto con le ali leggermente spiegate ed abbassate fino a toccare il suolo, tenendo la coda aperta. Di concerto, la femmina tiene le penne il più possibile attaccate al corpo, per poi allontanarsi saltellando o volando poco lontano, col maschio che la segue. A questo punto esso abbassa la testa verso il petto e compie una sorta di inchino, permettendo alla femmina di osservare la banda nucale grigia, per poi avvicinarsi ad essa camminando ad ali spiegate. Se la femmina acconsente all'mwjgaccoppiamento, tiene il becco leggermente aperto e consente al maschio di toccarlo, mimando l'offerta di cibo.

Il mwkanido viene costruito fra la fine di aprile e i primi di maggio; il maschio passa alcune settimane a cercare dove ubicarlo e a visitare ripetutamente i luoghi ritenuti adatti alla costruzione, la quale è però appannaggio esclusivo della femmina, col maschio che partecipa unicamente alla collocazione delle prime strutture. I materiali principalmente utilizzati sono steli d'erba, rametti, mwkqlicheni, posizionati ed intrecciati a formare una coppa che viene foderata internamente con del pelo. Il nido viene collocato a un'altezza variabile, generalmente compresa fra i 7 ed i 20 metri e difficilmente inferiore ai 3 metri, normalmente su grandi alberi, talvolta anche in arbusti molto frondosi.

Il numero delle uova varia fra le 4 e le 7, con una media di 5 (covate naturalmente inferiori alle 4 uova sono rare). Esse misurano fra i 20 e i 28mwkw mm di lunghezza e fra i 16 e i 18mwla mm di larghezza ed hanno una colorazione estremamente variabile, che va dall'azzurro-verdastro al grigio, con presenza di maculature scurecite-ref-8[8].
L'incubazione dura circa 12 giorni ed è portata avanti unicamente dalla femmina, col maschio incaricato di procurarle il sostentamento. I pulli sono ricoperti da abbondante piumino bianco e possiedono bocca e lingua di colore rosa, con la parte anteriore del mwmgpalato di un brillante rosso purpureo con escrescenze biancastre. Vengono nutriti da ambedue i genitori con mwmwinsetti e mwnalarve e si involano attorno ai 10-12 giorni d'età, sebbene i genitori continuino a prendersene cura per almeno altre due settimane.

Un frosone può vivere fino a 5 anni. È tuttavia piuttosto raro che riesca a vivere per più di una stagione riproduttiva.

Distribuzione e habitat

Il frosone ha distribuzione mwpapaleartica, in quanto è residente in gran parte dell'mwpqEuropa, dell'mwpgAsia e nel mwpwNordafrica. In particolare, è diffuso e residente dalla mwqapenisola iberica al mwqqMar Caspio, a nord fino alla mwqgScandinavia meridionale e alle mwqwisole britanniche (manca in mwraScozia, mwrqIrlanda e mwrgIslanda) e a sud fino in Africa del Nord (dove abita i mwrwmonti dell'Atlante), in mwsaAsia Centrale (mwsqKazakistan, mwsgKirghizistan, mwswTagikistan e mwtaAfghanistan orientale) e orientale (mwtqManciuria, mwtgCorea, mwtwGiappone settentrionale, mentre in mwuaSiberia e mwuqKamčatka è presente solo d'estate). Occasionalmente, esemplari di questa specie vengono segnalati anche lungo le coste dell'mwugAlaska, ma si tratta di visite accidentali e solitariecite-ref-9[9].

In mwwaItalia il frosone risiede nel Settentrione, in mwwqSardegna e lungo l'arco mwwgappenninico peninsulare, mentre nel Centro-Sud ed in mwwwSicilia è svernante.

Il frosone popola principalmente i boschi di mwygcaducifoglie a qualsiasi quota, a patto che vi sia una presenza massiccia di alberi da frutto o dai grossi semi da cui trarre il nutrimento e di una fonte permanente d'acqua nelle immediate vicinanze. Meno comune è invece osservare questo uccello nei boschi di mwywconifere, nelle aree scarsamente alberate ed in quelle aperte o cespugliose. Essendo la sua presenza legata alla quantità di cibo disponibile, in primavera ed estate esso è quindi osservabile in mwzaquerceti, mwzqlecceti, mwzgfaggete, o boschi decidui misti di alberi succitati e di mwzwfrassini, mw0aolmi ed mw0qaceri, che in questo periodo maturano i semi. In autunno il frosone si sposta verso boschi con presenza di mw0gcarpini, mw0wtassi, mw1asusini e mw1qciliegi. Colonizza anche i frutteti, i parchi ed i giardini, sebbene piuttosto raramente, anche in virtù della naturale rarità e diffidenza di questo uccellocite-ref-10[10]cite-ref-11[11].

Il frosone è parzialmente mw3wmigratore: le popolazioni residenti nelle aree fredde possono migrare a sud per passare l'inverno in climi più miti (dove potrebbero essere già presenti popolazioni stanziali con cui i migratori a volte si aggregano ed eventualmente rimangono o si fanno seguire al ritorno), per poi tornare nell'areale originario. Le migrazioni arrivano anche ad alcune migliaia di chilometri, come dimostra il ritrovamento in mw4aEuropa meridionale di uccelli inanellati in mw4qEuropa centralecite-ref-12[12].

Tassonomia

Il frosone è uno degli animali classificati nella prima stesura del mw6amw6qSystema Naturae di mw6gLinneo nel mw6w1758: lo studioso definì questa specie come mw7amw7qLoxia coccothraustes, accomunandola quindi ai mw7gcrociericite-ref-13[13]. In seguito venne riclassificata da mw8wPallas come rappresentante di un proprio mw9agenere, col nome di mw9qCoccothraustes vulgariscite-ref-14[14], ed infine riclassificata nel mw-gXIX secolo da mw-wRichard Bowdler Sharpe, che le diede il nome attualecite-ref-15[15].

Il frosone ha tradizionalmente condiviso il genere di appartenenza con altre due mwaqespecie, gli americani mwaqifrosone dal cappuccio ed il mwaqmfrosone vespertino, attualmente ascritti ad un genere a sé stante, mwaqqmwaquHesperiphonacite-ref-ioc-2-1[2]; assieme ai frosoni orientali dei generi mwaqomwaqsMycerobas ed mwaqwmwaq0Eophona formano un mwaq4clade ben definito all'interno della mwaq8sottofamiglia mwaraCarduelinae, inquadrato come mwaretribù mwariCoccothraustinicite-ref-zuccon2012-16-0[16].

Generalmente vengono riconosciute 6 mwar4sottospecie di frosone:

• mwaseCoccothraustes coccothraustes coccothraustes, la sottospecie nominale nonché quella descritta da Linneo, diffusa in gran parte dell'mwasiEuropa continentale, a nord fino alla mwasmScandinavia meridionale e alla mwasqScozia e ad est fino agli mwasuUralicite-ref-17[17];
• mwassCoccothraustes coccothraustes buvryi, anche conosciuta col mwaswsinonimo di mwas0C. c. burryicite-ref-18[18], diffusa in mwatiNordafrica, dalla colorazione maggiormente tendente al grigio rirpetto alla sottospecie nominalecite-ref-19[19];
• mwatgCoccothraustes coccothraustes humii, diffusa in mwatkAsia Centralecite-ref-20[20];
• mwat8Coccothraustes coccothraustes japonicus, diffusa durante il periodo caldo nelle isole di mwauaHokkaidō e mwaueHonshū settentrionale, oltre che su mwauiSachalin, mentre sverna in mwaumCorea, mwauqCina orientale e nelle mwauuisole Ogasawaracite-ref-21[21];
• mwausCoccothraustes coccothraustes nigricans (mwauwButurlin, 1908), diffusa fra il mwau0Mar Nero ed il mwau4Mar Caspio dalla mwau8penisola di Crimea al nord dell'mwavaIran, di colore più scuro rispetto alla sottospecie nominalecite-ref-22[22];
• mwavyCoccothraustes coccothraustes schulpini, diffusa in mwavcManciuria, mwavgRussia orientale, mwavkCorea e mwavoGiapponecite-ref-23[23].

Le varie sottospecie vengono distinte fra loro in base a differenze di taglia, colorazione e proporzioni delle varie parti del corpo.

Note

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Voci correlate
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Collegamenti esterni

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